Metropolitana A di Roma. 18 maggio 2009. Un ragazzo che mi siede affianco mi chiede di tradurgli un messaggio in Italiano. Io gli dico se parla inglese. Lui mi dice che non sa leggere in italiano ma lo parla (esiste l'analfabetismo in Italia). E' cordiale, trasmette serenità e soddisfazione. La mia curiosità non mi può non indurre a chiedere, a domandare, a farmi dare la sua testimonianza di straniero in Italia.
20 anni, egiziano, lavora in un Kebab al Quadraro, ha una ragazza a Battistini (italiana di origini egiziane), è nato a Sharm El Sheik, da tre anni è qua ed è arrivato clandestino. Maglietta rosa, coatta, altrettanto cappello, pantaloni e scarpe.
Mi mostra come un traguardo il suo telefono, la carta di credito, la patente in italiano, il suo ipod, con musica egiziana che mi invita ad ascoltare. Mi dice con vanto che i soldi che guadagna qua in un anno gli permetteranno di fare due mesi in Egitto a pancia all'aria. E' soddisfatto, è carico di sogni, è orgoglioso di sé.
Fermata repubblica, saluto, auguro buona fortuna e scendo.
Ragiono. Ragiono e comprendo.
Comprendo quello che 32 ore di MACROECONOMIA e 36 di STORIA ECONOMICA non mi erano mai riusciti a spiegare. E quello che a tutti i critici era sfuggito più di ogni altra cosa:
IL SISTEMA ECONOMICO OCCIDENTALE E' IL SOGNO DI CHI E' POVERO. E' il sogno degli ultimi che con il lavoro, con la fatica, possono comprarsi uno status sociale migliore (= telefono, i-pod, carta di credito, patente). E' il sogno di chi vede ricompensati i suoi sforzi. E' il sogno di chi può guardarsi indietro con orgoglio e cullarsi con i comfort che ha guadagnato.
Poco più di 5 minuti di metropolitana.....
4 commenti:
Ottima testimonianza, Giulio.
Presentismo allo stato puro.
Purtroppo in questo scorcio iniziale del millennio siamo in una condizione disarmante.
E viene da rabbrividire di fronte a queste storie.
Ma poi voltiamo lo sguardo versoe pensiamo anche alle nostre lauree che sono ormai carta straccia, al vuoto della nostra pseudocultura.
E pensiamo soprattutto che alla fine, con aspetti più snob ma non meno deprimenti, il sogno anche di coloro che si credono pieni di cultura non è diverso da quello dell'egiziano.
Devastante presentismo OVUNQUE.
Penso a quando in passato la gente si riconosceva nel proprio ceto sociale e si batteva per difenderlo. Oggi questo non è più possibile, perchè ogni persona è nemica di sè stessa, si vergogna di ciò che è (o meglio, di ciò che non ha) e ingaggia una lotta per omologarsi ad un modello imposto dall'alto.
Piccola parabola: esisteva un paesino totalmente isolato, se non sbaglio nei pressi del Tibet; non aveva un sistema monetario, e non esisteva la parola "povero". Da poche decine di anni è stata costruita una strada che lo collega alla città. Ora i suoi abitanti hanno i jeans, un sistema monetario, e sono tutti poveri.
Forse dovremmo rivalutare il concetto di "progresso"...
Ottimo post Giulio! E ottime osservazioni.
Il modello occidentale
abbaglia ma non illumina
attira tante falene
che poi rimangono
inesorabilmente
scottate.
L'informazione corretta è far vedere anche che il sogno che vogliamo far credere a tutto il terzo mondo, assomiglia di più ad un calvario!
Net.futurismo nella lotta!
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